LA «QUALITÀ DEI TEMPI»
ISSN 2283-4281
Lingua: Italiano
Editore: Paolo Loffredo Iniziative Editoriali Srl
Descrizione
LA «QUALITÀ DEI TEMPI»
LETTERATURA E POLITICA A FIRENZE (1512-1527)
Il libro indaga il rapporto tra letteratura e azione politica a Firenze negli anni della restaurazione medicea attraverso l’analisi di alcune opere esemplificative. Il primo capitolo prende in considerazione la Iustitia, commedia in volgare dell’umanista Eufrosino Bonini (1513- 1514), che riscrive con disinvoltura il Pluto di Aristofane per mettere in scena un elogio dei Medici, appena ritornati in città. Nel secondo è commentato e pubblicato un poemetto inedito di Bernardo Filostrato, che piange la morte di Giuliano de’ Medici (1516); l’opera, intitolata Mestissimo poema, imita le Stanze di Poliziano e delinea una completa idealizzazione del personaggio, che a Firenze non si era distinto per meriti particolari. Nel terzo capitolo si esamina la Vita di Castruccio Castracani di Machiavelli (1520), con cui il segretario tenta di assicurarsi l’appoggio degli amici degli Orti oricellari. Il quarto si sofferma sul fallito colpo di mano anti mediceo del 1522; l’episodio è ricostruito sulla base di fonti molto eterogenee (ad es. le ricognizioni storiche di Filippo de’ Nerli, Iacopo Pitti e Iacopo Nardi; il Discorso di Niccolò Martelli; i Dialogi di Antonio Brucioli; le rime di Cosimo Rucellai e di Luigi Alamanni). Nell’ultimo capitolo si analizza la produzione autobiografica di Guicciardini successiva al Sacco di Roma (1527): la Consolatoria, l’Accusatoria e la Defensoria provano come gli strumenti della retorica siano in grado di piegare la realtà oggettiva a vantaggio di una ricostruzione personale degli avvenimenti storici. Lo sguardo con cui l’indagine è condotta tiene insieme il metodo critico interpretativo e il vaglio filologico. Soltanto facendo interagire questi due piani è possibile cogliere il significato profondo delle operazioni letterarie del 1512-1527, che affondano le loro ragioni primarie nella passione politica, nel bisogno di riscattare sconfitte cocenti, nella speranza di determinare una svolta a Firenze o, più semplicemente, di ottenere un beneficio da parte del potere.
Autore
Matteo Bosisio è professore a contratto di Letteratura italiana presso l’Università degli Studi di Milano. Si occupa di Letteratura medievale e rinascimentale. Tra i suoi ultimi libri ricordiamo Mercanti e civiltà mercantile nel «Decameron» (2020) e Il teatro “pre-classicista” nelle corti padane (2022).
