Paolo Loffredo, sesta generazione di una numerosa famiglia di editori e librai impegnata dalla fine dell'Ottocento nella produzione e diffusione di libri, nel 2012 crea la nuova sigla editoriale Paolo Loffredo Editore. La sede storica è stata fino agli anni '80 nel cuore del centro storico di Napoli in via San Biagio dei Librai, Decumano inferiore e nota anche con il nome di SpaccaNapoli. Giuseppe Loffredo decide poi a inizio Novecento di affiancare alla vendita dei libri la produzione editoriale, che si afferma definitivamente nel secondo dopoguerra con la pubblicazione di manuali per l’Università e per la Scuola che riescono ad imporsi presto in tutta Italia.
ULTIMI EVENTI
"Guerra Resistenza Liberazione. Lo sguardo delle donne"
21 Aprile 2026 - Fondazione Camillo Caetani - Palazzo Caetani - via delle Botteghe Oscure, 32 - Roma - ore 17,00

"Guerra Resistenza Liberazione. Lo sguardo delle donne"
23 Aprile 2026 - Unicusano, aula 5L - via Don Carlo Gnocchi, 3 - Roma - ore 11,00

"Lo sguardo delle donne"
25 Aprile 2026 - Centro studi Piero Gobetti - via Antonuo Fabro, 6 - Torino - ore 17,00

"Guerra Resistenza Liberazione. Lo sguardo delle donne"
05 Maggio 2026 - Università Roma 3 - Dipartimento di studi Umanistici - Aula 1 - via Ostiense, 234 - Roma - ore 15,00

"Presentazione della rivista CONTACTZONE"
15 Maggio 2026 - Salone Internazionale del libro - Padiglione OVAL - Area incontri stand Regione Campania - Torino - ore 11,30

I proverbi di Platone
ISSN: 2611 - 3652
Lingua: Italiano, Greco
Editore: Paolo Loffredo Iniziative Editoriali Srl
Descrizione
I proverbi di Platone
«Non svegliare il can che dorme», «I vicini hanno la vista più acuta delle volpi», «Storie di vecchie», «Difficili le cose belle», «Il canto del cigno», «Temere la pro¬pria ombra»: sono solo alcuni dei proverbi e dei detti comuni che si trovano nei dialoghi platonici e che sono giunti fino ad oggi, vivi ed usati in diversi contesti linguistici, anche dialettali. In effetti nelle rappresentazioni drammatiche costitu¬ite dai dialoghi platonici hanno un loro ruolo anche i proverbi, le espressioni proverbiali, le massime, i detti comuni, popolari, derivati dall’uso corrente del linguaggio parlato, o colti, ricavati in genere da Omero e da Esiodo, ma non solo. Sia i detti omerici ed esiodei, sia quelli derivati da tradizioni mitiche o religiose, come per esempio quelle orfiche, sono sempre inseriti a sottolineare svolti signifi¬cativi delle discussioni, oltre che a “colorire” i vari dialoghi, con i vari personaggi, nelle varie situazioni, ed in questa operazione stilistica spesso Platone ne stravolge i significati, caricandoli sempre di sfumature e di sensi nuovi in accordo con le prospettive filosofiche che a volta a volta sta tracciando. A questi proverbi e detti comuni, in questo volume, sono state aggiunte alcune espressioni create dallo stesso Platone e scolpite nell’icasticità del suo linguaggio.
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